-
Riqualificazione
del Museo Storico
Alfa Romeo -
Riqualificazione
del Museo Storico
Alfa Romeo -
Riqualificazione
del Museo Storico
Alfa Romeo
La rinascita del tempio
di un leggendario
brand automobilistico
Accanto agli stabilimenti dell’Alfa Romeo, una casa automobilistica che ha dato un notevole contributo alla storia dell’industria e del design italiano, era sorto dagli anni Sessanta un Centro direzionale con un museo dedicato ai successi del marchio. Nel 2013, nell’ambito del rilancio del brand Alfa Romeo, l’allora ad di FCA Sergio Marchionne ha promosso un ambizioso progetto di riqualificazione da realizzare in soli 12 mesi, che aveva come fulcro un nuovo concept di museo.
Lo Studio Ferraresi ha ricevuto l’incarico di curare la progettazione costruttiva a vari livelli e di coordinare i lavori di ristrutturazione per conto dell’impresa appaltatrice Gilardi.
-
Tipologia:
Cultura
-
Localizzazione:
viale Alfa Romeo, Arese (Milano)
-
Anno:
2014-2015
-
Committente:
Costruzioni Generali Gilardi
-
Budget:
24 mln €
-
Tipologia:
Cultura
-
Localizzazione:viale Alfa Romeo, Arese (Milano)
-
Anno:2014-2015
-
Incarichi svolti (Andrea Ferraresi):
- Progetto costruttivo
- Progetto edile
- Progetto strutturale
- Coordinamento riqualificazione
-
Progetto architettonico:
Studio Camerana & Partners, EP&S (engineering)
-
Committente:
Costruzioni Generali Gilardi
-
Budget:
24 mln €
Courtesy Museo Alfa Romeo – Arese
Caratteristiche
del progetto
Da centro direzionale a brand center
Il grande complesso realizzato negli anni 1967-1976 dagli architetti Gustavo e Vito Latis si compone di 4 palazzine multipiano in acciaio e calcestruzzo, in origine occupate dagli uffici direzionali (corpi A, B e C) e dal museo storico (corpo E), più due blocchi seminterrati in cui trovavano posto la mensa (corpo F) e l’officina delle auto storiche (corpo D). L’ensemble è raccordato da una piazza centrale sopraelevata rispetto al piano di campagna.
La riqualificazione del consistente patrimonio edilizio è stata affidata allo studio di architettura torinese Benedetto Camerana & Partners, affiancato da EP&S per l’engineering, con l’obiettivo di trasformarlo in un vero e proprio “brand center” con spazi espositivi integrati da un centro di documentazione, una sala polivalente, uno showroom per Alfa e Jeep, un deposito di auto storiche (la Scuderia del Portello), uffici direzionali, un bar ristorante, una pista di prova e un’area delivery per il ritiro dell’auto appena acquistata. Il progetto puntava alla riorganizzazione funzionale e di immagine del complesso, pur conservandone le strutture considerati i vincoli di tutela della Soprintendenza sulla sede e il contenuto del museo nonché sull’archivio storico.
Un percorso espositivo coinvolgente
Simbolo della rinascita è la nuova pensilina di accesso da nord, una sorta di “biscione” in vetroresina rossa che dal parcheggio guida i visitatori prima al basement a quota -1 sotto l’edificio B e poi al percorso espositivo su tre livelli nel corpo E, a cui si accede salendo una rampa-tunnel modellata come un gigantesco specchietto retrovisore.
Il progetto museografico ridisegna l’evoluzione del brand Alfa Romeo sintetizzandola in tre valori: la Timeline, che rappresenta la continuità industriale, la Bellezza e la Velocità. Lungo il percorso discendente sono esposti 70 capolavori che hanno segnato la storia dell’automobile, con installazioni multimediali che creano un’esperienza coinvolgente.
Il viaggio nel mito termina con alcune “bolle emozionali” che mostrano filmati a 360° in virtual reality e una sala cinema con poltrone interattive dove si proiettano film 4D sui leggendari successi dell’Alfa. L’ultimo elemento spettacolare è la suggestiva installazione luminosa “DNA Alfa Romeo” che attraversa in verticale il cuore dell’edificio: luci, parole e segni di stile si attivano creando un movimento elicoidale discendente a simboleggiare la continuità stilistica del marchio.
Da centro direzionale a brand center
Il grande complesso realizzato negli anni 1967-1976 dagli architetti Gustavo e Vito Latis si compone di 4 palazzine multipiano in acciaio e calcestruzzo, in origine occupate dagli uffici direzionali (corpi A, B e C) e dal museo storico (corpo E), più due blocchi seminterrati in cui trovavano posto la mensa (corpo F) e l’officina delle auto storiche (corpo D). L’ensemble è raccordato da una piazza centrale sopraelevata rispetto al piano di campagna.
La riqualificazione del consistente patrimonio edilizio è stata affidata allo studio di architettura torinese Benedetto Camerana & Partners, affiancato da EP&S per l’engineering, con l’obiettivo di trasformarlo in un vero e proprio “brand center” con spazi espositivi integrati da un centro di documentazione, una sala polivalente, uno showroom per Alfa e Jeep, un deposito di auto storiche (la Scuderia del Portello), uffici direzionali, un bar ristorante, una pista di prova e un’area delivery per il ritiro dell’auto appena acquistata. Il progetto puntava alla riorganizzazione funzionale e di immagine del complesso, pur conservandone le strutture considerati i vincoli di tutela della Soprintendenza sulla sede e il contenuto del museo nonché sull’archivio storico.
Un percorso espositivo coinvolgente
Simbolo della rinascita è la nuova pensilina di accesso da nord, una sorta di “biscione” in vetroresina rossa che dal parcheggio guida i visitatori prima al basement a quota -1 sotto l’edificio B e poi al percorso espositivo su tre livelli nel corpo E, a cui si accede salendo una rampa-tunnel modellata come un gigantesco specchietto retrovisore.
Il progetto museografico ridisegna l’evoluzione del brand Alfa Romeo sintetizzandola in tre valori: la Timeline, che rappresenta la continuità industriale, la Bellezza e la Velocità. Lungo il percorso discendente sono esposti 70 capolavori che hanno segnato la storia dell’automobile, con installazioni multimediali che creano un’esperienza coinvolgente.
Il viaggio nel mito termina con alcune “bolle emozionali” che mostrano filmati a 360° in virtual reality e una sala cinema con poltrone interattive dove si proiettano film 4D sui leggendari successi dell’Alfa. L’ultimo elemento spettacolare è la suggestiva installazione luminosa “DNA Alfa Romeo” che attraversa in verticale il cuore dell’edificio: luci, parole e segni di stile si attivano creando un movimento elicoidale discendente a simboleggiare la continuità stilistica del marchio.
Sfida principale: compressione dei tempi
Lo Studio Ferraresi ha seguito la progettazione costruttiva, edile e strutturale di quasi tutto il complesso (esclusa la palazzina C rimasta a uffici), oltre al coordinamento dei lavori, con un team multispecialistico di 8 collaboratori guidati da Andrea Ferraresi. L’intervento ha interessato i corpi A (dove è stato insediato il bar-ristorante), B (con l’ingresso del museo al livello -1 e uffici ai piani superiori), E (con il museo riallestito) e F (con la mensa riconvertita in sala polivalente).
La compressione dei tempi è stata una delle sfide più significative, dato che il nuovo brand center doveva essere inaugurato il 24 giugno 2015 in occasione della preview mondiale della nuova Giulia alla presenza dell’allora ad Marchionne e delle più alte cariche dello Stato: un obiettivo centrato grazie alla notevole abilità e affiatamento delle maestranze. I primi tre mesi sono stati interamente dedicati allo strip out degli allestimenti preesistenti e alle bonifiche. Successivamente, da gennaio a giugno 2015, il cantiere è avanzato in tempi record su tutti i fronti impiegando ben 550 operai su più turni.
Coordinamento tra scale differenti
L’impegno principale per lo Studio Ferraresi è stato quello di creare un coordinamento efficiente sia con i fornitori di materiali e strutture che con la parte tecnica dell’impresa di costruzione, bilanciando esigenze del personale e interventi su tipologie architettoniche, strutturali e impiantistiche del tutto differenti: dalla fresatura dei pannelli espositivi in MDF alla viabilità esterna, dalla rimozione – nella nuova sala polifunzionale – di un pilastro centrale con un audace sistema di cavi post-tesi, completato tramite iniezioni delle fondazioni per sostenere i carichi portati dai due pilastri restanti.
Notevole sforzo ha richiesto al team dello Studio la progettazione tecnica di alcuni dettagli significativi: per esempio la sala multimediale immersiva sotto la piazza centrale, realizzata con la collaborazione di artigiani specialisti di parchi di divertimento; la messa in sicurezza dei parapetti interni, che essendo soggetti a vincolo di tutela dovevano essere adeguati alle normative correnti senza alterarne forma e materiali; l’installazione appesa a forma di DNA, che ha richiesto un rinforzo aggiuntivo per il soffitto; infine l’ottimizzazione dei controsoffitti del museo, trasformati in vere e proprie “macchine” tecnologiche e impiantistiche.
Sfida principale: compressione dei tempi
Lo Studio Ferraresi ha seguito la progettazione costruttiva, edile e strutturale di quasi tutto il complesso (esclusa la palazzina C rimasta a uffici), oltre al coordinamento dei lavori, con un team multispecialistico di 8 collaboratori guidati da Andrea Ferraresi. L’intervento ha interessato i corpi A (dove è stato insediato il bar-ristorante), B (con l’ingresso del museo al livello -1 e uffici ai piani superiori), E (con il museo riallestito) e F (con la mensa riconvertita in sala polivalente).
La compressione dei tempi è stata una delle sfide più significative, dato che il nuovo brand center doveva essere inaugurato il 24 giugno 2015 in occasione della preview mondiale della nuova Giulia alla presenza dell’allora ad Marchionne e delle più alte cariche dello Stato: un obiettivo centrato grazie alla notevole abilità e affiatamento delle maestranze. I primi tre mesi sono stati interamente dedicati allo strip out degli allestimenti preesistenti e alle bonifiche. Successivamente, da gennaio a giugno 2015, il cantiere è avanzato in tempi record su tutti i fronti impiegando ben 550 operai su più turni.
Coordinamento tra scale differenti
L’impegno principale per lo Studio Ferraresi è stato quello di creare un coordinamento efficiente sia con i fornitori di materiali e strutture che con la parte tecnica dell’impresa di costruzione, bilanciando esigenze del personale e interventi su tipologie architettoniche, strutturali e impiantistiche del tutto differenti: dalla fresatura dei pannelli espositivi in MDF alla viabilità esterna, dalla rimozione – nella nuova sala polifunzionale – di un pilastro centrale con un audace sistema di cavi post-tesi, completato tramite iniezioni delle fondazioni per sostenere i carichi portati dai due pilastri restanti.
Notevole sforzo ha richiesto al team dello Studio la progettazione tecnica di alcuni dettagli significativi: per esempio la sala multimediale immersiva sotto la piazza centrale, realizzata con la collaborazione di artigiani specialisti di parchi di divertimento; la messa in sicurezza dei parapetti interni, che essendo soggetti a vincolo di tutela dovevano essere adeguati alle normative correnti senza alterarne forma e materiali; l’installazione appesa a forma di DNA, che ha richiesto un rinforzo aggiuntivo per il soffitto; infine l’ottimizzazione dei controsoffitti del museo, trasformati in vere e proprie “macchine” tecnologiche e impiantistiche.
Particolarità
dell’intervento
L’esperienza positiva ha fruttato allo Studio Ferraresi numerosi altri incarichi dal gruppo FCA: dalla riqualificazione della Fondazione Agnelli a Torino a ulteriori interventi sul sito di Arese quali le progettazioni costruttive della manutenzione straordinaria dell’edificio C (2018), della risistemazione delle facciate e dell’interno dello stabilimento adiacente, della riqualificazione dei piani alti negli edifici A e B (2019-2021) e di un ponte interno al centro direzionale con il rifacimento delle armature di appoggio delle travi (seguita da Alessandro Ferraresi nel 2023).