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Nuovo quartier generale
del Credito Italiano -
Nuovo quartier generale
del Credito Italiano -
Nuovo quartier generale
del Credito Italiano
Un progetto-simbolo
nella storia dello Studio
L’intervento, che ha interessato un prestigioso isolato nel cuore di Milano, è stato il primo di una lunga e fruttuosa collaborazione tra lo Studio Ferraresi e varie istituzioni finanziarie e assicurative. L’ampliamento ha rivestito una notevole complessità sia per la sua estensione che per l’esigenza di salvaguardare e inglobare alcune testimonianze storico-architettoniche di valore.
Nel 2023 l’intero isolato ha subito un’ulteriore trasformazione con il progetto The Medelan, sempre seguito dallo Studio Ferraresi.
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Tipologia:
Banche
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Localizzazione:
piazza Cordusio/via Broletto/via San Protaso/via Santa Margherita/via T. Grossi, Milano
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Anno:
1960-1968; 2006
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Committente:
Credito Italiano
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Tipologia:
Banche
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Localizzazione:
piazza Cordusio/via Broletto/via San Protaso/via Santa Margherita/via T. Grossi, Milano
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Anno:
1960-1968; 2006
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Incarichi svolti (Abelardo e Angelo Ferraresi):
- Calcolo strutture in c.a.
- Direzione lavori strutture in c.a.
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Superficie costruita:
35.000 mq
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Progetto architettonico:
Ufficio Tecnico del Credito Italiano, arch. Giovanni Muzio; Brunello Sighinolfi Architettura della Comunicazione (spazi per Unicredit)
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Committente:
Credito Italiano
Caratteristiche
del progetto
Da Palazzo Broggi a un complesso moderno
La prima sede del Credito Italiano, affacciata sulla scenografica ellisse di Piazza Cordusio, era stata edificata nel 1903 in stile eclettico su progetto di Luigi Broggi. Nei decenni seguenti la banca aveva incorporato i numerosi edifici, di vario taglio ed estensione, che affollavano l’isolato retrostante in direzione della Galleria e del Teatro alla Scala.
Alla fine degli anni Cinquanta la necessità di reperire nuovi spazi per il personale amministrativo, i caveau e un’altra sala sportelli aveva richiesto la costruzione di un nuovo complesso improntato a una maggiore razionalità distributiva. Era essenziale garantire la continuità volumetrica con le costruzioni preesistenti inglobando la facciata in ghisa dei Magazzini Contratti di via Tommaso Grossi, pregevole testimonianza di architettura liberty sempre di Luigi Broggi.
Il progetto architettonico
L’intervento ha previsto in primo luogo lo “svuotamento” integrale dell’isolato, con l’eccezione del palazzo di Broggi. A quest’ultimo si è raccordato il nuovo ampio complesso progettato dall’Ufficio Tecnico del Credito Italiano in collaborazione con Giovanni Muzio, uno dei maestri dell’architettura italiana del Novecento. Vari corpi di fabbrica di 6 piani fuori terra sono disposti lungo il perimetro dell’isolato e circondano un grande corpo centrale più alto, con una copertura a cupola che alloggia i volumi tecnici.
Flessibilità distributiva e sintonia con il contesto
Tutti i piani di uffici, caratterizzati dalla massima flessibilità grazie alle pareti mobili, erano serviti da ampi corridoi che componevano un percorso anulare continuo. I fronti esterni hanno richiesto un particolare studio per armonizzarsi con il contesto ambientale, costituito in gran parte dalla decorosa edilizia rappresentativa otto-novecentesca che caratterizza il centro di Milano. Per questo sono stati scelti materiali che invecchiando formano una patina carica di storia e di fascino: rame per i sottofinestra e i costoloni del curtain wall, bronzo per i serramenti e granito rosa per il paramento al piano terra.
Di particolare interesse è il basamento multipiano che occupa l’intera superficie del lotto, e che ospita le autorimesse, i caveau con solette e pareti rinforzate, le centrali tecnologiche e gli archivi.
Un cantiere molto impegnativo
L’incarico dello Studio Ferraresi ha riguardato la progettazione e la direzione lavori delle strutture. Tra il 1963 e il 1968 operando in due lotti l’isolato è stato totalmente svuotato e riedificato con una struttura di fondazioni a travi rovesce, solette portanti in laterocemento a nervature incrociate e travi in calcestruzzo armato.
Particolare impegno ha richiesto la gestione del cantiere, localizzato in vie centrali ad alto traffico, con edifici multipiano e spazi di manovra angusti che hanno reso impossibile operare con i tradizionali mezzi meccanici. Un’altra difficoltà da superare era la notevole profondità dello scavo di fondazione, che raggiungeva la quota di 23 metri sotto il piano stradale. Per sostenere il terreno in corso d’opera è stato necessario predisporre dei diaframmi in calcestruzzo armato, gettati lungo tutto il perimetro dei lotti con l’ausilio di fanghi di bentonite. Al procedere dello scavo i diaframmi sono stati rinforzati con puntellazioni di contrasto e pali tiranti infissi nel terreno.
Da Palazzo Broggi a un complesso moderno
La prima sede del Credito Italiano, affacciata sulla scenografica ellisse di Piazza Cordusio, era stata edificata nel 1903 in stile eclettico su progetto di Luigi Broggi. Nei decenni seguenti la banca aveva incorporato i numerosi edifici, di vario taglio ed estensione, che affollavano l’isolato retrostante in direzione della Galleria e del Teatro alla Scala.
Alla fine degli anni Cinquanta la necessità di reperire nuovi spazi per il personale amministrativo, i caveau e un’altra sala sportelli aveva richiesto la costruzione di un nuovo complesso improntato a una maggiore razionalità distributiva. Era essenziale garantire la continuità volumetrica con le costruzioni preesistenti inglobando la facciata in ghisa dei Magazzini Contratti di via Tommaso Grossi, pregevole testimonianza di architettura liberty sempre di Luigi Broggi.
Il progetto architettonico
L’intervento ha previsto in primo luogo lo “svuotamento” integrale dell’isolato, con l’eccezione del palazzo di Broggi. A quest’ultimo si è raccordato il nuovo ampio complesso progettato dall’Ufficio Tecnico del Credito Italiano in collaborazione con Giovanni Muzio, uno dei maestri dell’architettura italiana del Novecento. Vari corpi di fabbrica di 6 piani fuori terra sono disposti lungo il perimetro dell’isolato e circondano un grande corpo centrale più alto, con una copertura a cupola che alloggia i volumi tecnici.
Flessibilità distributiva e sintonia con il contesto
Tutti i piani di uffici, caratterizzati dalla massima flessibilità grazie alle pareti mobili, erano serviti da ampi corridoi che componevano un percorso anulare continuo. I fronti esterni hanno richiesto un particolare studio per armonizzarsi con il contesto ambientale, costituito in gran parte dalla decorosa edilizia rappresentativa otto-novecentesca che caratterizza il centro di Milano. Per questo sono stati scelti materiali che invecchiando formano una patina carica di storia e di fascino: rame per i sottofinestra e i costoloni del curtain wall, bronzo per i serramenti e granito rosa per il paramento al piano terra.
Di particolare interesse è il basamento multipiano che occupa l’intera superficie del lotto, e che ospita le autorimesse, i caveau con solette e pareti rinforzate, le centrali tecnologiche e gli archivi.
Un cantiere molto impegnativo
L’incarico dello Studio Ferraresi ha riguardato la progettazione e la direzione lavori delle strutture. Tra il 1963 e il 1968 operando in due lotti l’isolato è stato totalmente svuotato e riedificato con una struttura di fondazioni a travi rovesce, solette portanti in laterocemento a nervature incrociate e travi in calcestruzzo armato.
Particolare impegno ha richiesto la gestione del cantiere, localizzato in vie centrali ad alto traffico, con edifici multipiano e spazi di manovra angusti che hanno reso impossibile operare con i tradizionali mezzi meccanici. Un’altra difficoltà da superare era la notevole profondità dello scavo di fondazione, che raggiungeva la quota di 23 metri sotto il piano stradale. Per sostenere il terreno in corso d’opera è stato necessario predisporre dei diaframmi in calcestruzzo armato, gettati lungo tutto il perimetro dei lotti con l’ausilio di fanghi di bentonite. Al procedere dello scavo i diaframmi sono stati rinforzati con puntellazioni di contrasto e pali tiranti infissi nel terreno.
Conservazione di un gioiello liberty
Un’operazione ancora più complessa ha riguardato la conservazione della facciata dei Magazzini Contratti: prima della demolizione dell’edificio interno si è eseguito un diaframma sotterraneo parallelo a via Tommaso Grossi fino a quota -23 metri, realizzando dei setti perpendicolari alla facciata sui quali è stata appoggiata una struttura provvisoria di sostegno in cemento armato. A quest’ultima è stata successivamente fissata la facciata, mantenuta in perfetta verticalità e predisposta per l’aggancio definitivo alle nuove strutture in cemento armato retrostanti, seguito dall’eliminazione della struttura provvisoria.
Da Credito Italiano a UniCredit
Il rapporto di fiducia tra lo studio Ferraresi e il Credito Italiano è proseguito negli Sessanta e Settanta con la realizzazione dei nuovi uffici in via Broletto e di un centro di formazione nella storica Villa Gerno di Lesmo, e negli anni Duemila dopo l’incorporazione dell’istituto nel gruppo UniCredit. Nel 2006 Andrea Ferraresi è stato incaricato di seguire la parte esecutiva di un nuovo salone per il pubblico e un’aula magna in piazza Cordusio.
Nuovo salone per il pubblico
Il salone, con accesso dallo scenografico fronte di Palazzo Broggi, necessitava di una nuova immagine per comunicare identità e valori di UniCredit, uno dei più grandi gruppi bancari italiani. Lo Studio Ferraresi ha affiancato il progettista dell’allestimento (Studio Sighinolfi) per le pratiche amministrative, il calcolo delle strutture e la direzione lavori. La necessità di mantenere la continuità operativa dell’agenzia bancaria durante il cantiere, opportunamente compartimentato per ragioni di security, e di rispettare una tabella di marcia molto compressa, con solo sette mesi dall’inizio della progettazione alla consegna, ha richiesto uno sforzo non irrilevante. Il degrado diffuso delle strutture ormai centenarie ha consigliato di partire, invece che da un progetto esecutivo completo, da un semplice concept design reso esecutivo man mano che il lavoro procedeva con le demolizioni. Questo metodo, che si è rivelato di grande efficacia, ha implicato una stretta e continua collaborazione tra il progettista architettonico e la controparte ingegneristica.
Aula magna
L’aula magna è stata ricavata unendo due ambienti sottoutilizzati al piano terra del corpo centrale di Giovanni Muzio. Lo Studio ha affiancato l’Ufficio Tecnico UniCredit per le pratiche amministrative, il calcolo delle strutture e la direzione lavori. Il nuovo spazio, attrezzato con pareti mobili, era caratterizzato dalla presenza di postazioni multimediali e finiture di pregio. Ai tempi di esecuzione molto rapidi (cinque mesi) si è sommato l’impegno di coordinare il lavoro di numerosi soggetti (imprese edili, impiantisti, installatori delle pareti mobili e dei sistemi informatici) e di armonizzare le esigenze della committenza, frazionata in una pluralità di interlocutori.
Conservazione di un gioiello liberty
Un’operazione ancora più complessa ha riguardato la conservazione della facciata dei Magazzini Contratti: prima della demolizione dell’edificio interno si è eseguito un diaframma sotterraneo parallelo a via Tommaso Grossi fino a quota -23 metri, realizzando dei setti perpendicolari alla facciata sui quali è stata appoggiata una struttura provvisoria di sostegno in cemento armato. A quest’ultima è stata successivamente fissata la facciata, mantenuta in perfetta verticalità e predisposta per l’aggancio definitivo alle nuove strutture in cemento armato retrostanti, seguito dall’eliminazione della struttura provvisoria.
Da Credito Italiano a UniCredit
Il rapporto di fiducia tra lo studio Ferraresi e il Credito Italiano è proseguito negli Sessanta e Settanta con la realizzazione dei nuovi uffici in via Broletto e di un centro di formazione nella storica Villa Gerno di Lesmo, e negli anni Duemila dopo l’incorporazione dell’istituto nel gruppo UniCredit. Nel 2006 Andrea Ferraresi è stato incaricato di seguire la parte esecutiva di un nuovo salone per il pubblico e un’aula magna in piazza Cordusio.
Nuovo salone per il pubblico
Il salone, con accesso dallo scenografico fronte di Palazzo Broggi, necessitava di una nuova immagine per comunicare identità e valori di UniCredit, uno dei più grandi gruppi bancari italiani. Lo Studio Ferraresi ha affiancato il progettista dell’allestimento (Studio Sighinolfi) per le pratiche amministrative, il calcolo delle strutture e la direzione lavori. La necessità di mantenere la continuità operativa dell’agenzia bancaria durante il cantiere, opportunamente compartimentato per ragioni di security, e di rispettare una tabella di marcia molto compressa, con solo sette mesi dall’inizio della progettazione alla consegna, ha richiesto uno sforzo non irrilevante. Il degrado diffuso delle strutture ormai centenarie ha consigliato di partire, invece che da un progetto esecutivo completo, da un semplice concept design reso esecutivo man mano che il lavoro procedeva con le demolizioni. Questo metodo, che si è rivelato di grande efficacia, ha implicato una stretta e continua collaborazione tra il progettista architettonico e la controparte ingegneristica.
Aula magna
L’aula magna è stata ricavata unendo due ambienti sottoutilizzati al piano terra del corpo centrale di Giovanni Muzio. Lo Studio ha affiancato l’Ufficio Tecnico UniCredit per le pratiche amministrative, il calcolo delle strutture e la direzione lavori. Il nuovo spazio, attrezzato con pareti mobili, era caratterizzato dalla presenza di postazioni multimediali e finiture di pregio. Ai tempi di esecuzione molto rapidi (cinque mesi) si è sommato l’impegno di coordinare il lavoro di numerosi soggetti (imprese edili, impiantisti, installatori delle pareti mobili e dei sistemi informatici) e di armonizzare le esigenze della committenza, frazionata in una pluralità di interlocutori.
Particolarità
dell’intervento
L’isolato di piazza Cordusio è stato l’intervento più prestigioso seguito fino ad allora dallo Studio Ferraresi, e anche il più impegnativo data l’originalità delle soluzioni progettuali ed esecutive. Ha inoltre un grande valore simbolico per lo Studio, poiché coincide con l’imprevisto passaggio di testimone tra due generazioni: scomparso improvvisamente Abelardo Ferraresi a cantiere in corso, i lavori furono brillantemente conclusi dal figlio Angelo grazie alla fiducia e alla piena collaborazione della committenza.